Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026.
GdAHome è l’app che apre la plancia di Home Assistant sul telefono. Questa pagina dice, in modo chiaro e senza giri di parole, quali dati ci sono di mezzo, dove stanno e chi li può leggere. È la stessa cosa che il Play Store e l'App Store chiedono di dichiarare, e vale la pena leggerla anche senza avere niente da dichiarare a nessuno.
I dati della tua casa restano in casa tua. GdAHome non ha nessun server che li raccolga, non ha un account da fare, e non c'è nessun posto dove finiscano per essere guardati. Le luci, le temperature, le telecamere, le persone: quelle stanno nel tuo Home Assistant, e l'app le chiede a lui.
Chi sviluppa GdAHome non vede la tua casa. Non è una promessa di buona volontà: non c'è proprio il posto dove guardarla.
Niente di tutto questo viene mandato da nessuna parte.
Fuori casa l’app non può raggiungere Home Assistant direttamente, quindi passa da un centralino: un punto d’incontro dove l’add-on è già in attesa. Due cose vanno dette con precisione:
Il centralino di GdAHome è tramite.gdahome.org. Chi preferisce può accenderne
uno proprio: è nel codice, ed è gratis.
Sono l'unica cosa che tu puoi decidere di mandare fuori, e succede solo quando la scrivi:
Le segnalazioni sono pubbliche. Diventano pagine su GitHub, nella repository di GdAHome: chiunque può leggerle, comprese le foto, i video e le righe su come sta l’app. Per questo non scriverci password, indirizzi o altri dati personali, e allega solo foto e video che non ti dispiace far vedere.
La chat di assistenza non è pubblica. Non passa da GitHub: la legge solo chi mantiene GdAHome, per risponderti.
Niente di tutto questo viene usato per profilare o per fare pubblicità. Se non scrivi, non parte niente.
Su gdahome.org c'è un modulo per scrivere a chi mantiene GdAHome. Quello che ci scrivi — il nome, l'indirizzo email e il messaggio — parte come una mail verso domotica@crvgroup.it, e serve a una cosa sola: risponderti. Sulla macchina che lo spedisce non resta niente del messaggio; resta, per un'ora e solo in memoria, il conto di quante volte un indirizzo di rete ha usato il modulo, che serve a non farlo usare a raffica. Se non scrivi, non parte niente.
Dentro l'app c'è un navigatore (GdANav), e si accende solo se lo apri — o se colleghi il telefono all'auto con Android Auto o CarPlay. Per guidarti usa la posizione del telefono, anche a schermo spento mentre sei in viaggio, e la manda solo ai servizi che servono a guidare, senza nome né account:
api.tomtom.com);
photon.komoot.io);
tiles.openfreemap.org);
api.openchargemap.io) e OpenStreetMap
(overpass-api.de). Lo stato delle colonnine in tempo reale arriva dalla
Piattaforma Unica Nazionale (api.pun.piattaformaunicanazionale.it), che
riceve solo quali colonnine stai guardando; per chiederlo l’app usa un accesso anonimo
ad Amazon Web Services (Cognito), lo stesso del sito pubblico della PUN;
carburanti.mise.gov.it) e
OpenStreetMap (overpass-api.de);
gdanav.gdahome.org, cifrati.
Il Bluetooth serve solo se colleghi un dongle OBD, per leggere la batteria dell'auto: la lettura resta sul telefono. I comandi rapidi in auto, e la fotografia della casa che l'auto mostra, stanno in un file dentro l'app e non escono dal telefono: il comando lo esegue l'app, sul filo cifrato di sempre.
Se nella plancia metti la sezione Radar meteo, la plancia chiede le immagini della pioggia
a RainViewer (api.rainviewer.com) e la mappa sotto a Esri
(server.arcgisonline.com), o al servizio che scegli nella Configurazione.
Ricevono la zona della mappa che stai guardando, non chi sei. Senza quella sezione non
parte niente.
Serve a una cosa sola: inquadrare il QR code che abbina il telefono alla casa. L'immagine non viene salvata né mandata da nessuna parte — si legge il codice e basta. Se preferisci, il codice si digita a mano e la fotocamera non serve.
Per sapere se una casa è Premium, l’add-on chiede a quadro.gdahome.org,
all’accensione e ogni sei ore, solo l’identificativo della casa e un
segreto che dimostra che è lei. Nient’altro: niente nomi, dispositivi, stati o posizione.
La risposta è un gettone firmato, che l’add-on, il centralino e l’app controllano da soli.
Chi compra Premium dall’app: la ricevuta del negozio (il codice d’acquisto di Google Play o l’identificativo della transazione di Apple) passa cifrata dal telefono all’add-on e da lì al quadro, che la controlla con Google o Apple. Se si compra fuori casa con la casa in Base, arriva all’add-on passando dal centralino, in HTTPS e firmata dal telefono: il centralino la gira senza conservarla. Il quadro conserva, per ogni licenza: la casa, da dove arriva (negozio, regalo, installatore), quando scade, se è nella prova gratuita, e l’identificativo dell’acquisto (il codice d’acquisto di Google Play o l’identificativo della transazione originale di Apple), che gli serve per chiedere a Google o ad Apple se l’abbonamento si è rinnovato. Il pagamento lo gestiscono Google e Apple: a GdAHome non arrivano né il nome né i dati della carta.
GdANav da sola usa per i codici regalo un identificativo del telefono (tel_…)
fatto a caso sul telefono, che non dice chi sei.
Nessuna pubblicità. Nessun tracciamento. Nessun account. Nessuna raccolta di dati per statistiche o profilazione. Nessuna vendita o condivisione di dati con terzi. Nessun servizio di analisi dentro l'app.
L'app non è rivolta ai bambini e non raccoglie niente da nessuno, quindi nemmeno da loro.
Disinstallando l’app, quello che stava sul telefono se ne va con lei. Dalla pagina dell’add-on, «Telefoni abbinati → Togli associazione», la credenziale di quel telefono smette di valere all’istante. Le segnalazioni già mandate, con le loro foto e i video, si cancellano chiedendolo dalla chat di assistenza.
GdAHome è mantenuta da danigio15 — github.com/danigio15/gdahomeapp. Per qualunque cosa su questa pagina, si apre una segnalazione dall'app o una issue sulla repository. Per una cosa che non vuoi rendere pubblica, scrivi nella chat di assistenza o ad domotica@crvgroup.it.
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